80×15 Brilliant Button Maker

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Today I have released a web application to create customizable “80×15 brilliant buttons”.
Click here to try the application.
The “80×15 brilliant buttons”, also known as “antipixel buttons”, are the very popular buttons especially used by bloggers, see below on the right in this page, others examples are:





The web interface creates “80×15 brilliant buttons” using Bill Zeller’s php script.
In addition to the original script you can decorate your button with two images (one on the left and the other on the right side) so you are able to create more sophisticated buttons.

Button Maker per creare brilliant buttons personalizzati

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Button Maker è un comodo web tool per creare gli ormai famosi brilliant buttons 80×15 prevalentemente utilizzati nei blogs, li trovi anche in questa pagina in fondo a destra.

Interessante anche questo link “Steal These Buttons” dove puoi trovare una buona lista di brillant buttons già pronti, suddivisi per categoria, non resta che scaricarli e usarli!

Intervista a Sam

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Bellissima intervista su “La Gazzetta di Reggio” al mio amico Sam Hines, parla della sua fondazione e dei camp estivi di basket per i ragazzi.
Sam numero 1!!!

Hines “guida” per i giovani in difficoltà

L’ala della Bipop ha fondato un’associazione “Anche a Reggio i miei principi in un camp

- La Gazzetta di Reggio -

Campione sul parquet, campione lontano dal clamore del mondo dei canestri. Sam Hines il fuoriclasse americano fresco d’ingaggio da parte della Bipop è un personaggio esemplare che da quattro anni porta avanti negli Stati Uniti un progetto per aiutare i ragazzi in difficoltà. L’associazione battezzata “S.A.M.” (Securing a mind) è nata per volontà della nuova ala biancorossa nel 2000 a Wilson, la cittadina del North Carolina dove Hines è cresciuto. “Non vengo da una famiglia disagiata - dice - ma ho gli occhi aperti sulla realtà americana. Troppi i ragazzi in difficoltà economiche che abbandonano gli studi e per loro mi sono proposto impegnarmi per restituire alla comunità in cui sono vissuto qualcosa di ciò che ho ricevuto”.
Il progetto è partito nell’estate di quattro anni fa a Wilson negli impianti del Reid Street Community Center.
LAVORO E RELIGIONE. Lì, Hines ha riunito i partecipanti al primo camp e tra un allenamento e l’altro di basket ha condiviso con loro le proprie esperienze di vita, mettendo in evidenza l’importanza del lavoro duro, dell’educazione, della diligenza, dei valori della religione cattolica, cui il giocatore s’ispira.
Da allora, ogni estate, centinaia di ragazzi e ragazze dagli otto ai diciotto anni sono coinvolti nelle settimane del camp, una struttura educativa che negli Usa è quasi un’istituzione.
NUOVO CENTRO. Da poco il neogiocatore della Bipop ha aperto un nuovo centro a Alpharetta, in Georgia, luogo in cui risiede con la moglie Ellen e i figli Samuel Jr e Sterling (di quattro e due anni), e ha sperimentato un camp italiano sul modello americano anche Cantù.
Al suo arrivo a Reggio il giocatore ha espresso la volontà di organizzarne uno anche in città.
All’interno dei camp di Sam Hines, i partecipanti trascorrono insieme tutta la giornata dedicandosi agli allenamenti e ad altri momenti di svago comune.
In questo contesto, il campione della Bipop - supportato da alcuni collaboratori - insegna le basi della pallacanestro cercando di sviluppare l’integrazione, la conoscenza e l’accettazione delle diversità tra le persone e mettendo a disposizione ai ragazzi l’opportunità di dialogare con avvocati, assistenti sociali, educatori, atleti professionisti e membri della Chiesa.
Applicando gli insegnamenti imparati nei tanti anni di pratica della pallacanestro lo scopo di Samuel Hines è quello di riuscire a incoraggiarli a continuare gli studi e assisterli nella crescita della loro cristianità sulla quale confidare per far fronte agli ostacoli della vita.
SPORT E VITA. “Spesso - avverta Hines - i ragazzi credono che basti saper tirar bene a canestro per diventare campioni dell’Nba e avere una vita facile e ricca di soddisfazioni. Non è così e nei miei camp mi pongo come obiettivo di far comprendere loro che dietro al successo c’è sudore, fatica e tantissimo impegno e senza un costante sacrificio non si arriva da nessuna parte. Ponendomi come mentore e guida dei ragazzi coinvolti - specifica - insisto su questo punto perché sono convinto che lo sport sia metafora della vita”.
E la storia sportiva del cestista di Wilson ne è testimonianza.
SCARTATO AL LICEO. “Il primo anno di liceo - rivela - fui scartato dalla squadra di basket della scuola in cui giocavano i miei tre fratelli maggiori. Mi impegnai a tal punto che l’anno successivo fui scelto dal coach Harvey Reid ed entrai nel team. Ma non mi sentii arrivato e continuai ad allenarmi con grande dedizione e fui l’unico della famiglia ad diventare, anni dopo, un giocare professionista”.
Hines è solito raccontare la sua personale vicenda per stimolare i ragazzi a dare il massimo di sé anche lontano dai canestri.
I PERICOLI. “Sono troppi gli adolescenti americani - sottolinea l’atleta statunitense - che si perdono in droghe, alcool e bande giovanili. Cerco di far capire ai ragazzi dei miei camp che è importante non abbandonare gli studi per sé stessi, per la propria crescita e per avere sempre valide alternative. Io stesso, come giocatore, mi sono sempre allenato per colmare i miei punti deboli, per trovarmi alternative in campo. Se ero forte nelle entrate a sinistra, mi concentravo e mi allenavo su quelle a destra. E così si deve fare nella vita”.
BORSE DI STUDIO. Per concretizzare il nobile concetto e ribadire l’importanza dell’educazione, Hines ha istituito speciali borse di studio da assegnare ai più meritevoli partecipanti ai suoi camp che alla fine dell’anno scolastico abbiano raggiunto buoni risultati.
I soldi che andranno a coprire parte delle spese universitarie vengono raccolti attraverso gli sponsor o attraverso le quote versate dai giovani giocatori che desiderano partecipare ai camp pur non essendo ragazzi in situazioni di disagio e custoditi fino all’ingresso al college del premiato.
Le borse di studio sono assegnate in memoria del padre di Samuel, Bobby G.Hines, scomparso qualche anno fa e che incoraggiò il figlio a raggiungere il successo.
LEZIONE DEL PADRE. “La cosa più importante è credere in se stessi. È una lezione che mi ha trasmesso mio padre quand’ancora ero molto piccolo e desideravo emulare i miei fratelli ed entrare nel team della scuola. Giocare duro - conclude Sam Hines - giocare insieme agli altri, giocare per gli altri. E non mollare mai (lo dice in italiano,ndr) per raggiungere i propri sogni”.

Linda Pigozzi

You’re In Control (Urine Control)

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Si tratta di un progetto sviluppato presso il prestigioso centro di ricerca MIT (Massachusetts Institute of Technology), anche li si sanno divertire …
In poche parole è un orinatoio con incorporato un video game che viene comandato dalla direzione della propria urina! … lol …

The You’re In Control system uses computation to enhance the act of urination. Sensors in the back of a urinal detect the position of impact of a stream of urine, enabling the user to play interactive games on a screen mounted above the urinal.

I will use google before asking dumb questions.

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