Si stanno spendendo molto parole in questi giorni sui possibili problemi di privacy legati alla continua crescita dei servizi messi a disposizione da Google.
E’ assodato che Google non si accontenta più di essere solo un motore di ricerca, ma sta entrando a piccoli (anzi forse grandi) passi in altri business e spesso (sempre) lo fa in modo migliore dei leader di quei settori, surclassandoli e soffocandoli:
- servizi pubblicitari con AdWords (advertiser) e AdSense (publisher)
- email con Gmail la webmail innovativa da 1GB, ora 2GB in continua crescita
- piattaforma di blogging con Blogger
mappe con Google Maps - ricerca e distribuzione di video con Google Video
- in arrivo dovrebbe esserci anche un sistema di pagamento su web (sulla falsa riga di PayPal), che poi sarà usato per tutta una serie di servizi a pagamento che Google dovrebbe rilasciare.
In aggiunta grazie ad un paio di acquisizioni ha anche distribuito alcune interessanti applicazioni desktop, nonostante la visione web based che l’ha sempre contraddistinta:
- Picasa: programma per ricercare, organizzare, editare e distribuire immagini
- Google Earth: permette di “navigare” per il globo attraverso le immagini satellitari.
Ma quali sono i servizi più critici per quel che concerne la privacy dell’utente?
- Search History e Personalized Search: viene tenuta traccia di tutte le ricerche che abbiamo effettuato e di conseguenza è in grado di fornire risultati più appropriati per le ricerche future (disattivabile)
- Gmail: il motto è “Don’t throw anything away” (“Non buttare via nulla”), quindi sui loro server ci sono tutto le nostre email
- Web Accellerator: un proxy che aveva l’obiettivo di velocizzare la navigazione, in realtà è stato un fiasco e ha riscontrato alcuni problemi, tanto che è stato subito sospeso.
Esiste un reale problema legato alla privacy?
Secondo me no perché Google è un’azienda capace e sicuramente la privacy è uno degli obiettivi principali che si prefigge, stiamo a vedere…
[Approfondimenti: Google Privacy Center, Could Google become Big Brother?, Google balances privacy, reach]

Il sistema pagamenti “stile PayPal” è una bufala. E’ vero che Google sta mettendo su un sistema di pagamenti, ma non per creare qualcosa con gli stessi obiettivi di PayPal. Ovvero: nientre moneta elettronica.
Sui server di GMail *non* ci sono tutte le e-mail ma, come in qualsiasi altro servizio di posta gratuito del mondo, solo le e-mail che l’utente decide di conservare.
E’ vero che Google consiglia di non cancellare le email, ma è altrettanto medio che gli esseri umani meritano di essere considerati portatori di un cervello e conseguentemente in grado di decidere quello che vogliono fare.
Questo concetto, applicato a *qualunque* servizio online (di Google o meno), significa che la scelta finale di fornire volontariamente informazioni a terzi è sempre dell’individuo. Finché c’è un cervello che decide cosa fare, non c’è rischio che si corre.
Franco sono d’accordo con tutto quello che hai scritto … e spero che dal mio post non si sia intuito il contrario!
Sul sistema di pagamento “stile PayPal” bisogna attendere, è vero quanto dici, ma non mi stupirei se alla fine si mettano anche in concorrenza con PayPal e non sarebbe nemmeno un male (le commissioni potrebbe scendere di molto).
Sinceramente un problema di privacy ci sarebbe, ma altrettanto sinceramente ritengo i miei dati sensibili più al sicuro su un server di google che su quello del mio comune (e parlo con cognizione di causa).
Poi per carità … ognuno è libero di pensarla come vuole