Cosa sa Google di me?

July 18th, 2005 by Luca Zappa Leave a reply »

google logoSi stanno spendendo molto parole in questi giorni sui possibili problemi di privacy legati alla continua crescita dei servizi messi a disposizione da Google.
E’ assodato che Google non si accontenta più di essere solo un motore di ricerca, ma sta entrando a piccoli (anzi forse grandi) passi in altri business e spesso (sempre) lo fa in modo migliore dei leader di quei settori, surclassandoli e soffocandoli:

  • servizi pubblicitari con AdWords (advertiser) e AdSense (publisher)
  • email con Gmail la webmail innovativa da 1GB, ora 2GB in continua crescita
  • piattaforma di blogging con Blogger
    mappe con Google Maps
  • ricerca e distribuzione di video con Google Video
  • in arrivo dovrebbe esserci anche un sistema di pagamento su web (sulla falsa riga di PayPal), che poi sarà usato per tutta una serie di servizi a pagamento che Google dovrebbe rilasciare.

In aggiunta grazie ad un paio di acquisizioni ha anche distribuito alcune interessanti applicazioni desktop, nonostante la visione web based che l’ha sempre contraddistinta:

  • Picasa: programma per ricercare, organizzare, editare e distribuire immagini
  • Google Earth: permette di “navigare” per il globo attraverso le immagini satellitari.

Ma quali sono i servizi più critici per quel che concerne la privacy dell’utente?

  • Search History e Personalized Search: viene tenuta traccia di tutte le ricerche che abbiamo effettuato e di conseguenza è in grado di fornire risultati più appropriati per le ricerche future (disattivabile)
  • Gmail: il motto è “Don’t throw anything away” (“Non buttare via nulla”), quindi sui loro server ci sono tutto le nostre email
  • Web Accellerator: un proxy che aveva l’obiettivo di velocizzare la navigazione, in realtà è stato un fiasco e ha riscontrato alcuni problemi, tanto che è stato subito sospeso.

Esiste un reale problema legato alla privacy?
Secondo me no perché Google è un’azienda capace e sicuramente la privacy è uno degli obiettivi principali che si prefigge, stiamo a vedere…

[Approfondimenti: Google Privacy Center, Could Google become Big Brother?, Google balances privacy, reach]

4 comments

  1. Franco says:

    Il sistema pagamenti “stile PayPal” è una bufala. E’ vero che Google sta mettendo su un sistema di pagamenti, ma non per creare qualcosa con gli stessi obiettivi di PayPal. Ovvero: nientre moneta elettronica.

    Sui server di GMail *non* ci sono tutte le e-mail ma, come in qualsiasi altro servizio di posta gratuito del mondo, solo le e-mail che l’utente decide di conservare.

    E’ vero che Google consiglia di non cancellare le email, ma è altrettanto medio che gli esseri umani meritano di essere considerati portatori di un cervello e conseguentemente in grado di decidere quello che vogliono fare.

    Questo concetto, applicato a *qualunque* servizio online (di Google o meno), significa che la scelta finale di fornire volontariamente informazioni a terzi è sempre dell’individuo. Finché c’è un cervello che decide cosa fare, non c’è rischio che si corre.

  2. Luca Zappa says:

    Franco sono d’accordo con tutto quello che hai scritto … e spero che dal mio post non si sia intuito il contrario!

    Sul sistema di pagamento “stile PayPal” bisogna attendere, è vero quanto dici, ma non mi stupirei se alla fine si mettano anche in concorrenza con PayPal e non sarebbe nemmeno un male (le commissioni potrebbe scendere di molto).

  3. Simone says:

    Sinceramente un problema di privacy ci sarebbe, ma altrettanto sinceramente ritengo i miei dati sensibili più al sicuro su un server di google che su quello del mio comune (e parlo con cognizione di causa).

    Poi per carità … ognuno è libero di pensarla come vuole

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