La direttiva sulla brevettabilità del software, proposta e sostenuta dalle grandi aziende, è stata bocciato dall’Europarlamento con 648 voti contrari, 14 favorevoli e 18 astenuti.
Vedi Repubblica.it e Corriere.it
La direttiva sulla brevettabilità del software, proposta e sostenuta dalle grandi aziende, è stata bocciato dall’Europarlamento con 648 voti contrari, 14 favorevoli e 18 astenuti.
Vedi Repubblica.it e Corriere.it
VisibleBits ha da poco rilasciato mp3act, un prodotto open source che premette di realizzare un jukebox personale con la propria musica digitale.
Con mp3act si può gestire tramite una interfaccia web molto usabile (abbondante uso di Ajax) tutto quanto l’archivio musicale (su rete locale), mentre è possibile ascoltare l’audio via streaming da un qualsiasi computer collegato ad internet.
Questo nuovo prodotto promette molto bene …
Dal blog ZDNet Open source, dopo che Citigroup, uno dei gruppi bancari più grandi del mondo, ha reso noto di aver smarrito alcuni nastri con i dati personali di 3,9 milioni di clienti durante il trasferimento con UPS.
Here’s an important lesson for everyone, whether you run Linux, Solaris, Windows, OpenBSD, Mac OS X, or MS-DOS — your customers’ data isn’t very secure when tapes carrying sensitive customer data go missing in transit.
[...]
This should serve a strong reminder: You can run any OS you like, apply every patch as soon as it comes out, enforce ridiculously strong passwords, keep your firewalls well-configured, and so forth. It all falls down when an organization has poor physical security or poor security processes. [...]
I dati registrati sui nastri erano in chiaro, zero crittografia.
[via ZDNet Open source Blog]
Copio dall’ANSA:
Per il ministro occorre ripensare il mercato informatico (ANSA)
MILANO, 6 GIU – “C’è bisogno di software che parlino, e soprattutto pensino, in italiano”. Lo chiede il ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi.
Per Landolfi, “il nostro mercato dell’informatica segna il passo perché ci sono modelli applicativi pensati su standard anglosassoni”. A suo avviso: “Bisogna parlare e pensare di più in italiano, sia come strutture socio-produttive sia come modelli gestionali. I modelli esistenti non sono utilizzabili dalle piccole e medie imprese italiane, che dovrebbero essere messe nella condizione di usare i computer al meglio”.
Quindi, cosa si fa? Isoliamo il mercato informatico italiano, mettiamo a tutti gli informatici dei bei paraocchi, censuriamo internet, chiudiamo i canali di comunicazioni con le altre nazioni … e vedrai ministro Landolfi che avremo del software in italiano al 100% e paghiamolo con le Lire mi raccomando!
Oggi sono polemico, ma come si fa a non esserlo leggendo certe cose? Il problema del settore informatico italiano è proprio il contrario e cioè la scarsità di competizione con l’estero, la poca voglia delle aziende italiane di mettersi in gioco e di confrontarsi con le aziende estere …
UPDATE:
Ecco i dati presentati da Assinform che hanno poi portato alle dichiarazioni del Ministro Landolfi:
Nel 2004, il mercato ICT è cresciuto dell’1,5 %, contro il 5,9% nel mondo e il 3,4% in Europa, e la componente informatica è calata dello 0,4%, contro una crescita europea del +2,4%. Il primo trimestre 2005 mostra segni di ripresa grazie soprattutto alla telefonia mobile, ma l’informatica resta al palo e conferma ritardi da correggere.
Simpatico ed efficace filmato per spiegare l’uso delle licenze Creative Commons. (mov 13MB)
Tra l’altro proprio oggi sul blog di Beppe Grillo si parla di Creative Commons.