Cosa sa Google di me?
Geek July 18th, 2005
Si stanno spendendo molto parole in questi giorni sui possibili problemi di privacy legati alla continua crescita dei servizi messi a disposizione da Google.
E’ assodato che Google non si accontenta più di essere solo un motore di ricerca, ma sta entrando a piccoli (anzi forse grandi) passi in altri business e spesso (sempre) lo fa in modo migliore dei leader di quei settori, surclassandoli e soffocandoli:
- servizi pubblicitari con AdWords (advertiser) e AdSense (publisher)
- email con Gmail la webmail innovativa da 1GB, ora 2GB in continua crescita
- piattaforma di blogging con Blogger
mappe con Google Maps - ricerca e distribuzione di video con Google Video
- in arrivo dovrebbe esserci anche un sistema di pagamento su web (sulla falsa riga di PayPal), che poi sarà usato per tutta una serie di servizi a pagamento che Google dovrebbe rilasciare.
In aggiunta grazie ad un paio di acquisizioni ha anche distribuito alcune interessanti applicazioni desktop, nonostante la visione web based che l’ha sempre contraddistinta:
- Picasa: programma per ricercare, organizzare, editare e distribuire immagini
- Google Earth: permette di “navigare” per il globo attraverso le immagini satellitari.
Ma quali sono i servizi più critici per quel che concerne la privacy dell’utente?
- Search History e Personalized Search: viene tenuta traccia di tutte le ricerche che abbiamo effettuato e di conseguenza è in grado di fornire risultati più appropriati per le ricerche future (disattivabile)
- Gmail: il motto è “Don’t throw anything away” (“Non buttare via nulla”), quindi sui loro server ci sono tutto le nostre email
- Web Accellerator: un proxy che aveva l’obiettivo di velocizzare la navigazione, in realtà è stato un fiasco e ha riscontrato alcuni problemi, tanto che è stato subito sospeso.
Esiste un reale problema legato alla privacy?
Secondo me no perché Google è un’azienda capace e sicuramente la privacy è uno degli obiettivi principali che si prefigge, stiamo a vedere…
[Approfondimenti: Google Privacy Center, Could Google become Big Brother?, Google balances privacy, reach]


July 20th, 2005 at 11:33 am
Il sistema pagamenti “stile PayPal” è una bufala. E’ vero che Google sta mettendo su un sistema di pagamenti, ma non per creare qualcosa con gli stessi obiettivi di PayPal. Ovvero: nientre moneta elettronica.
Sui server di GMail *non* ci sono tutte le e-mail ma, come in qualsiasi altro servizio di posta gratuito del mondo, solo le e-mail che l’utente decide di conservare.
E’ vero che Google consiglia di non cancellare le email, ma è altrettanto medio che gli esseri umani meritano di essere considerati portatori di un cervello e conseguentemente in grado di decidere quello che vogliono fare.
Questo concetto, applicato a *qualunque* servizio online (di Google o meno), significa che la scelta finale di fornire volontariamente informazioni a terzi è sempre dell’individuo. Finché c’è un cervello che decide cosa fare, non c’è rischio che si corre.
July 20th, 2005 at 11:52 am
Franco sono d’accordo con tutto quello che hai scritto … e spero che dal mio post non si sia intuito il contrario!
Sul sistema di pagamento “stile PayPal” bisogna attendere, è vero quanto dici, ma non mi stupirei se alla fine si mettano anche in concorrenza con PayPal e non sarebbe nemmeno un male (le commissioni potrebbe scendere di molto).
July 24th, 2005 at 5:52 pm
Sinceramente un problema di privacy ci sarebbe, ma altrettanto sinceramente ritengo i miei dati sensibili più al sicuro su un server di google che su quello del mio comune (e parlo con cognizione di causa).
Poi per carità … ognuno è libero di pensarla come vuole
September 20th, 2005 at 11:39 am
[...] UPDATE: Prevedo che questo nuovo servizio di Google riproporrà la polemica che suscitò il lancio di Google Web Accelerator (poi chiuso), insomma sempre il caro tema sulla privacy (più globale che personale). Continuo a pensare che Google voglia studiare in maniera più approfondita il comportamento di chi naviga in rete (quali siti si visitano, che link si seguono) per poi migliore i propri servizi (ricerca, pubblicità …) [...]